Schede dati di sicurezza
Redigere, aggiornare e gestire le SDS dei tuoi prodotti chimici a norma di legge.
In sintesi
- L’UFI (Unique Formula Identifier) è un codice alfanumerico di 16 caratteri che identifica univocamente la formulazione chimica di una miscela notificata al Portale delle notifiche…
- Il codice UFI va inserito nella sezione 1.1 della SDS (‘Identificatore del prodotto’), immediatamente dopo il nome del prodotto o il numero di prodotto.
- UFI nella SDS e UFI sull’etichetta devono essere identici: identificano la stessa formulazione.
- No, l’UFI riguarda solo le miscele classificate come pericolose ai sensi del Reg. CLP 1272/2008 che sono soggette all’obbligo di notifica PCN (art. 45 CLP e allegato VIII).
Il codice UFI (Unique Formula Identifier) è diventato uno degli elementi obbligatori della scheda di dati di sicurezza per le miscele pericolose immesse sul mercato UE. Introdotto dal Regolamento (UE) 2020/878 — che ha riscritto l’allegato II del REACH — il codice collega la formulazione notificata al Portale PCN dell’ECHA con la documentazione di sicurezza del prodotto, garantendo ai centri antiveleni la tracciabilità immediata della composizione in caso di emergenza.
Nonostante le scadenze siano trascorse, molte aziende commettono ancora errori nella posizione dell’UFI all’interno della SDS, nell’allineamento con l’etichetta e nella gestione degli aggiornamenti. Questo articolo chiarisce dove inserire il codice, come verificarne la coerenza e cosa fare quando la formulazione cambia.
Il quadro normativo: REACH, CLP e allegato VIII
L’obbligo di UFI nasce dall’art. 45 del Reg. CLP 1272/2008 e dall’allegato VIII (introdotto dal Reg. 2017/542 e poi modificato). L’allegato VIII stabilisce le regole per la notifica obbligatoria delle miscele pericolose ai Centri Antiveleni nazionali tramite il portale PCN (Poison Centres Notification) dell’ECHA. L’UFI è il codice che garantisce la corrispondenza univoca tra la notifica e il prodotto fisico sul mercato.
Il Regolamento (UE) 2020/878, che ha modificato l’allegato II del REACH sulla struttura delle SDS, ha reso obbligatoria l’indicazione dell’UFI nella sezione 1.1 della scheda. Le scadenze erano:
- 1° gennaio 2021: miscele destinate a usi professionali e industriali.
- 1° gennaio 2024: tutte le miscele pericolose sul mercato UE, incluse quelle consumer.
Dove si inserisce l’UFI nella SDS: la posizione esatta
La posizione è univocamente definita: sezione 1.1 — Identificatore del prodotto. Il Reg. 2020/878 prescrive che la sezione 1.1 contenga, nell’ordine:
- Il nome del prodotto (come appare sull’etichetta).
- Il numero di prodotto interno (facoltativo ma utile).
- Il codice UFI.
Il formato corretto è: UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX (16 caratteri alfanumerici separati da trattini, prefissati dall’etichetta “UFI:”). Non va inserito in altre sezioni della SDS in sostituzione alla 1.1, né unicamente nell’allegato o nel footer del documento.
Coerenza tra SDS, etichetta e notifica PCN
Uno degli errori più frequenti è la discrepanza tra i tre documenti:
- Etichetta CLP: deve riportare l’UFI nel campo delle informazioni supplementari (in conformità all’allegato VIII, punto 5).
- SDS sezione 1.1: deve riportare lo stesso UFI dell’etichetta.
- Portale PCN ECHA: deve contenere la notifica con quel medesimo UFI, comprensiva della composizione dettagliata e delle informazioni di emergenza.
Se uno dei tre non è allineato, il centro antiveleni non riesce a recuperare le informazioni corrette in caso di incidente. Questo è il motivo per cui la coerenza tra i tre strumenti è verificata anche in sede di ispezione dall’Autorità competente (in Italia: Ministero della Salute, INAIL).
Tabella riepilogativa: UFI nelle tre sedi documentali
| Documento | Dove appare l’UFI | Formato richiesto | Norma di riferimento |
|---|---|---|---|
| Etichetta CLP | Informazioni supplementari (riquadro dedicato) | UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX | All. VIII Reg. CLP, punto 5 |
| SDS – Sezione 1.1 | Subito dopo il nome del prodotto | UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX | All. II Reg. REACH, Reg. 2020/878 |
| Portale PCN ECHA | Campo UFI nella notifica | 16 caratteri senza spazi interni | All. VIII Reg. CLP, Reg. 2017/542 |
Cosa fare quando la formulazione cambia
Una variazione nella composizione della miscela può richiedere la generazione di un nuovo UFI o, in alcuni casi, può essere gestita con il raggruppamento (“grouping”) previsto dall’allegato VIII. Le regole di raggruppamento consentono di usare un unico UFI per variazioni minori che non alterano il profilo di rischio della miscela. Se la variazione supera le soglie, è necessario:
- Generare un nuovo UFI tramite ECHA UFI Generator.
- Aggiornare la SDS (sezione 1.1) con il nuovo UFI e la nuova data di revisione.
- Aggiornare l’etichetta del prodotto.
- Inviare una nuova notifica PCN (o aggiornare quella esistente) sul portale ECHA.
I destinatari già riforniti devono ricevere la SDS aggiornata entro 12 mesi dall’aggiornamento, secondo l’art. 31(9) del REACH.
Generazione dell’UFI: strumenti e procedura
Lo strumento ufficiale è l’ECHA UFI Generator, accessibile gratuitamente sul sito ECHA (echa.europa.eu). Per generare un UFI occorre:
- Inserire il VAT number (partita IVA) dell’azienda formulatrice.
- Scegliere un numero di formulazione interno (da 0 a 268 milioni).
- Ottenere il codice UFI corrispondente.
Il codice UFI è deterministico: la stessa combinazione VAT + numero di formulazione produce sempre lo stesso UFI. Questo consente di rigenerarlo in caso di perdita del dato, ma anche di verificarne l’autenticità. Esistono anche tool offline (spreadsheet ECHA) per aziende con molte formulazioni da gestire in batch.
Miscele “downstream” e obbligo del formulatore
Nel caso di miscele che vengono incorporate in altre miscele (miscele intermedie, concentrati), l’obbligo di UFI riguarda il prodotto finale che viene immesso sul mercato con classificazione pericolosa, non necessariamente ogni componente intermedio. Tuttavia, se l’intermedio è esso stesso venduto come prodotto pericoloso (con etichetta CLP), richiede il proprio UFI e la propria notifica PCN. I “downstream user” che riformulano devono fare attenzione a non trasferire automaticamente l’UFI del fornitore: ogni formulazione autonoma è una notifica separata.
Controlli e sanzioni
In Italia, la vigilanza sulla corretta indicazione dell’UFI e sulla notifica PCN è attribuita al Ministero della Salute e agli organi di controllo regionali. Le ispezioni possono verificare la coerenza SDS-etichetta-PCN. Le sanzioni per violazione degli obblighi del REACH (art. 117 D.Lgs. 133/2009) possono arrivare a 30.000 euro per le infrazioni più gravi. La mancata notifica PCN o la notifica con dati non aggiornati costituisce una delle irregolarità più rilevate nelle ispezioni del settore chimico.
Domande frequenti
Che cos’è il codice UFI nella SDS?
L’UFI (Unique Formula Identifier) è un codice alfanumerico di 16 caratteri che identifica univocamente la formulazione chimica di una miscela notificata al Portale delle notifiche PCN dell’ECHA. Dal 1° gennaio 2021 è obbligatorio per le miscele pericolose destinate a usi professionali e industriali, e dal 1° gennaio 2024 per tutte le miscele pericolose sul mercato UE.
In quale sezione della SDS va inserito il codice UFI?
Il codice UFI va inserito nella sezione 1.1 della SDS (‘Identificatore del prodotto’), immediatamente dopo il nome del prodotto o il numero di prodotto. Questa collocazione è prescritta dall’allegato II del Reg. 1907/2006, come modificato dal Reg. 2020/878.
Cosa succede se il codice UFI nella SDS è diverso da quello sull’etichetta?
UFI nella SDS e UFI sull’etichetta devono essere identici. Una discrepanza indica una non conformità documentale che può portare a problemi di tracciabilità nei centri antiveleni e a contestazioni in sede di vigilanza. Se la formulazione cambia, va generato un nuovo UFI, aggiornate sia la SDS sia l’etichetta, e rifatta la notifica PCN.
L’UFI è richiesto anche per miscele non classificate pericolose?
No. L’UFI riguarda solo le miscele classificate come pericolose ai sensi del Reg. CLP 1272/2008 che sono soggette all’obbligo di notifica PCN. Le miscele non classificate pericolose non richiedono UFI, ma possono comunque avere una SDS se contengono SVHC.
Come si genera un UFI?
L’UFI si genera tramite lo strumento UFI Generator disponibile gratuitamente sul portale ECHA. Richiede il VAT number dell’azienda formulatrice e un numero di formulazione interno. Lo stesso UFI può essere riutilizzato per variazioni minori della stessa formulazione nel rispetto delle regole di raggruppamento PCN.
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Verifica la coerenza del codice UFI nella SDS, sull’etichetta e nel portale PCN. Supporto tecnico alla generazione UFI e alla notifica ECHA.
Fonti ufficiali
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
