Schede dati di sicurezza
Redigere, aggiornare e gestire le SDS dei tuoi prodotti chimici a norma di legge.
In sintesi
- La sezione 9 riporta le proprietà fisiche e chimiche della sostanza o miscela: aspetto, odore, pH, punto di fusione/ebollizione, punto di infiammabilità, solubilità, densità…
- La sezione 10 riguarda reattività e stabilità chimica. Deve indicare: reattività con altri materiali, stabilità chimica nelle condizioni di stoccaggio normali, condizioni da…
- La sezione 11 descrive gli effetti tossicologici della sostanza: tossicità acuta (DL50, CL50), irritazione e corrosione cutanea/oculare, sensibilizzazione, tossicità subcronica e…
- Le sezioni 9-11 forniscono i dati tecnici che il medico competente e il responsabile sicurezza usano per valutare i rischi chimici nel DVR ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
Nelle schede di dati di sicurezza, le sezioni centrali 9, 10 e 11 raccolgono le informazioni tecniche più dense: proprietà fisico-chimiche, stabilità/reattività e dati tossicologici. Sono le sezioni che il medico competente, il responsabile del magazzino e il formulatore consultano più spesso, eppure sono anche quelle più frequentemente incomplete o redatte in modo superficiale dai fornitori.
Questa guida percorre sistematicamente il contenuto atteso in ciascuna sezione, spiega l’uso pratico di ogni parametro e indica i segnali che rivelano una SDS carente o non aggiornata al Regolamento 2020/878.
Sezione 9: proprietà fisiche e chimiche
La sezione 9 deve elencare le caratteristiche fisico-chimiche della sostanza o miscela nelle condizioni di temperatura e pressione standard (25°C, 101,3 kPa) salvo diversa indicazione. Ogni parametro informa su uno specifico aspetto del comportamento del prodotto durante il trasporto, lo stoccaggio e l’uso.
Parametri obbligatori secondo il Reg. 2020/878
| Parametro | Unità tipica | Rilevanza pratica |
|---|---|---|
| Aspetto (stato fisico, colore) | Descrittivo | Identificazione visiva, controllo qualità |
| Odore | Descrittivo o soglia in ppm | Primo indicatore di fuoriuscita |
| pH | Adimensionale | Compatibilità con contenitori, rischio corrosione |
| Punto di fusione/congelamento | °C | Stoccaggio in ambienti freddi |
| Punto di ebollizione / intervallo | °C | Pressione di vapore a temperatura ambiente |
| Punto di infiammabilità | °C | Classificazione ADR/CLP, rischio incendio |
| Tasso di evaporazione relativo | Adimensionale (n-BuAc=1) | Concentrazione in aria in ambienti chiusi |
| Infiammabilità (solidi, gas) | Sì/No + tipo | Classificazione pericolo fisico |
| Limiti di infiammabilità LEL/UEL | % v/v in aria | Range esplosivo, ventilazione necessaria |
| Pressione di vapore | kPa o mmHg a °C indicata | Volatilità, stima esposizione per inalazione |
| Solubilità in acqua | g/L o mg/L | Dispersione ambientale, miscibilità |
| Coefficiente di ripartizione n-ottanolo/acqua (log Kow) | Adimensionale | Bioaccumulabilità, penetrazione cutanea |
| Viscosità cinematica/dinamica | mm²/s o mPa·s | Rischio aspirazione, pompaggio |
| Densità/peso specifico | g/cm³ o kg/m³ | Quantitativi, immagazzinamento |
Il Regolamento 2020/878 ha aggiunto l’obbligo di riportare la solubilità in solventi diversi dall’acqua (es. etanolo, acetone) per sostanze poco idrosolubili, nonché la distribuzione granulometrica per nanoformi e polveri fini rilevanti per l’esposizione per inalazione.
Come leggere il punto di infiammabilità e i limiti LEL/UEL
Il punto di infiammabilità è il parametro che più direttamente influenza la classificazione di trasporto ADR e la necessità di aree ATEX. Un liquido con punto di infiammabilità inferiore a 23°C è classificato come liquido infiammabile di categoria 1 o 2 ai sensi del CLP (H224/H225). I limiti di esplosività LEL e UEL definiscono il range di concentrazione in aria in cui una scintilla può causare un’esplosione: al di sotto del LEL la miscela è troppo povera, al di sopra dell’UEL troppo ricca. Un magazziniere che lavora con solventi deve sapere che la ventilazione deve mantenere la concentrazione al di sotto del 25% del LEL come regola generale di sicurezza operativa.
Sezione 10: stabilità e reattività
La sezione 10 deve coprire sei voci distinte:
- Reattività: pericoli specifici di reattività con altri materiali. Se non sono noti pericoli particolari, va dichiarato esplicitamente.
- Stabilità chimica: indicazione se la sostanza è stabile nelle normali condizioni di stoccaggio e utilizzo. Deve includere temperature di decomposizione se rilevanti.
- Possibilità di reazioni pericolose: polimerizzazione spontanea, riduzione, ossidazione vigorosa, decomposizione esotermica.
- Condizioni da evitare: calore, luce diretta, umidità, fonti di ignizione, scosse meccaniche. Devono essere specifiche, non generiche.
- Materiali incompatibili: elenco delle classi di sostanze che non devono essere stoccate o usate in prossimità del prodotto (acidi forti, basi, ossidanti, riducenti, metalli specifici).
- Prodotti di decomposizione pericolosi: gas tossici, vapori corrosivi o infiammabili che possono formarsi in caso di incendio, riscaldamento o decomposizione spontanea.
Una sezione 10 carente mette a rischio la sicurezza del magazzino. Le incompatibilità tra prodotti non correttamente documentate sono una delle cause ricorrenti di incidenti durante lo stoccaggio, documentati nelle relazioni ISPRA e nei verbali ispettivi ASL.
Incompatibilità più frequenti da verificare
Tra le incompatibilità che tornano più spesso nelle SDS di prodotti industriali:
- Acidi + basi: reazione esotermica con formazione di calore e schizzi.
- Ossidanti (perossidi, ipocloriti) + riducenti (solventi organici, acidi): rischio di incendio o esplosione.
- Cianuri + acidi: rilascio immediato di acido cianidrico (HCN), estremamente tossico.
- Azidi + metalli pesanti (piombo, rame): formazione di azidi metallici sensibili all’urto.
- Ammine + acido nitrico o clorato: formazione di sali esplosivi.
Queste combinazioni devono essere documentate nella sezione 10 e gestite con separazione fisica negli spazi di stoccaggio secondo le indicazioni della norma EN 14470 o equivalenti.
Sezione 11: informazioni tossicologiche
La sezione 11 è la più tecnica dell’intera SDS e costituisce la base per la valutazione dei rischi per la salute. Deve riportare i dati sperimentali disponibili, distinti per via di esposizione e per tipo di effetto.
Gli elementi obbligatori sono:
- Tossicità acuta: DL50 orale (ratto), DL50 cutanea (ratto/coniglio), CL50 per inalazione (ratto, 4h). I valori determinano la categoria di tossicità acuta CLP (H300/H310/H330 e relative categorie 1-4).
- Corrosione/irritazione cutanea: dati di test su pelle, base per H314/H315.
- Lesioni oculari gravi/irritazione oculare: base per H318/H319.
- Sensibilizzazione cutanea e per inalazione: H317/H334. Rilevante per lavoratori con esposizione ripetuta.
- Mutagenicità sulle cellule germinali: test Ames, test del micronucleo. Base per H340/H341.
- Cancerogenicità: dati IARC, NTP o studi animali. Base per H350/H351.
- Tossicità riproduttiva: effetti su fertilità e sviluppo fetale. Base per H360/H361.
- STOT (tossicità specifica per organo bersaglio): esposizione singola (H370/H371) e ripetuta (H372/H373). Indica quale organo è bersaglio dell’effetto tossico cronico.
- Pericolo da aspirazione: H304, rilevante per liquidi viscosi a bassa tensione superficiale (es. idrocarburi).
Lettura pratica della tossicità acuta: le categorie CLP
| Categoria | DL50 orale ratto (mg/kg) | Pittogramma CLP | Dicitura H |
|---|---|---|---|
| Cat. 1 | ≤ 5 | GHS06 (teschio) | H300 (Letale se ingerito) |
| Cat. 2 | 5 – 50 | GHS06 (teschio) | H300 |
| Cat. 3 | 50 – 300 | GHS06 (teschio) | H301 (Tossico se ingerito) |
| Cat. 4 | 300 – 2000 | GHS07 (punto esclamativo) | H302 (Nocivo se ingerito) |
| Cat. 5 | 2000 – 5000 | Nessun pittogramma | H303 (Può essere nocivo se ingerito) |
Segnali di una SDS con sezioni 9-11 carenti
Nella pratica ispettiva, le anomalie più frequenti nelle sezioni 9-11 sono:
- Sezione 9 con voci “N.A.” o “non disponibile” senza giustificazione per parametri chiave come il punto di infiammabilità o la pressione di vapore.
- Sezione 10 con “nessuna reazione pericolosa nota” per prodotti che contengono perossidi o sostanze ossidanti.
- Sezione 11 con DL50 assenti o riportati senza specificare la specie animale e la via di somministrazione.
- Mancanza di dati STOT per sostanze classificate H372/H373 (es. solventi con effetti su SNC riportati genericamente).
- Classificazioni CLP non allineate con i dati tossicologici riportati nella stessa sezione (incoerenza interna).
Cosa fare in caso di SDS carenti
Se le sezioni 9-11 della SDS ricevuta da un fornitore presentano lacune sistematiche, le opzioni sono:
- Contattare formalmente il fornitore richiedendo una versione aggiornata con i dati mancanti, conservando la richiesta scritta come prova.
- Per sostanze REACH registrate, consultare i Chemical Safety Report disponibili nella banca dati ECHA per verificare se i dati esistono ma non sono stati riportati nella SDS.
- Richiedere a un consulente abilitato una valutazione critica della SDS ricevuta prima di inserirla nel DVR aziendale.
Domande frequenti
Cosa contiene la sezione 9 della SDS?
La sezione 9 riporta le proprietà fisiche e chimiche: aspetto, pH, punto di infiammabilità, solubilità, densità, pressione di vapore, viscosità, log Kow e altri parametri aggiornati dal Reg. 2020/878 (es. solubilità in solventi non acquosi, granulometria per nanoformi).
Cosa descrive la sezione 10 della SDS?
La sezione 10 descrive reattività, stabilità chimica, condizioni da evitare, materiali incompatibili e prodotti di decomposizione pericolosi. Sei voci obbligatorie che devono essere specifiche e non generiche.
Cosa riporta la sezione 11?
La sezione 11 elenca i dati tossicologici: tossicità acuta (DL50/CL50), irritazione, sensibilizzazione, mutagenicità, cancerogenicità, tossicità riproduttiva, STOT e rischio da aspirazione, distinti per via di esposizione.
Perché le sezioni 9-11 sono critiche per il DVR?
Forniscono i dati tecnici usati dal medico competente per valutare i rischi chimici nel DVR ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Una SDS con queste sezioni carenti compromette la qualità della valutazione del rischio.
Una SDS con sezione 11 incompleta è accettabile?
No. Il Reg. 2020/878 impone di compilare ogni voce; se i dati mancano, occorre indicare esplicitamente “dati non disponibili” con motivazione. Voci lasciate in bianco costituiscono una non conformità formale.
Le sezioni 9-11 delle tue SDS sono complete?
Analizziamo le schede di dati di sicurezza dei tuoi prodotti e verifichiamo la completezza delle sezioni tecniche in relazione al profilo di pericolo dichiarato.
Fonti ufficiali
- Regolamento UE 2020/878 — Allegato II REACH (struttura SDS)
- ECHA — Guida alla compilazione delle SDS
- Regolamento UE 1272/2008 CLP — Classificazione e etichettatura
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
