SDS sezioni 9-11: proprietà, stabilità e tossicologia

Schede dati di sicurezza

Redigere, aggiornare e gestire le SDS dei tuoi prodotti chimici a norma di legge.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Schede dati di sicurezza

In sintesi

  • La sezione 9 riporta le proprietà fisiche e chimiche della sostanza o miscela: aspetto, odore, pH, punto di fusione/ebollizione, punto di infiammabilità, solubilità, densità…
  • La sezione 10 riguarda reattività e stabilità chimica. Deve indicare: reattività con altri materiali, stabilità chimica nelle condizioni di stoccaggio normali, condizioni da…
  • La sezione 11 descrive gli effetti tossicologici della sostanza: tossicità acuta (DL50, CL50), irritazione e corrosione cutanea/oculare, sensibilizzazione, tossicità subcronica e…
  • Le sezioni 9-11 forniscono i dati tecnici che il medico competente e il responsabile sicurezza usano per valutare i rischi chimici nel DVR ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

Nelle schede di dati di sicurezza, le sezioni centrali 9, 10 e 11 raccolgono le informazioni tecniche più dense: proprietà fisico-chimiche, stabilità/reattività e dati tossicologici. Sono le sezioni che il medico competente, il responsabile del magazzino e il formulatore consultano più spesso, eppure sono anche quelle più frequentemente incomplete o redatte in modo superficiale dai fornitori.

Questa guida percorre sistematicamente il contenuto atteso in ciascuna sezione, spiega l’uso pratico di ogni parametro e indica i segnali che rivelano una SDS carente o non aggiornata al Regolamento 2020/878.

Sezione 9: proprietà fisiche e chimiche

La sezione 9 deve elencare le caratteristiche fisico-chimiche della sostanza o miscela nelle condizioni di temperatura e pressione standard (25°C, 101,3 kPa) salvo diversa indicazione. Ogni parametro informa su uno specifico aspetto del comportamento del prodotto durante il trasporto, lo stoccaggio e l’uso.

Parametri obbligatori secondo il Reg. 2020/878

Parametro Unità tipica Rilevanza pratica
Aspetto (stato fisico, colore) Descrittivo Identificazione visiva, controllo qualità
Odore Descrittivo o soglia in ppm Primo indicatore di fuoriuscita
pH Adimensionale Compatibilità con contenitori, rischio corrosione
Punto di fusione/congelamento °C Stoccaggio in ambienti freddi
Punto di ebollizione / intervallo °C Pressione di vapore a temperatura ambiente
Punto di infiammabilità °C Classificazione ADR/CLP, rischio incendio
Tasso di evaporazione relativo Adimensionale (n-BuAc=1) Concentrazione in aria in ambienti chiusi
Infiammabilità (solidi, gas) Sì/No + tipo Classificazione pericolo fisico
Limiti di infiammabilità LEL/UEL % v/v in aria Range esplosivo, ventilazione necessaria
Pressione di vapore kPa o mmHg a °C indicata Volatilità, stima esposizione per inalazione
Solubilità in acqua g/L o mg/L Dispersione ambientale, miscibilità
Coefficiente di ripartizione n-ottanolo/acqua (log Kow) Adimensionale Bioaccumulabilità, penetrazione cutanea
Viscosità cinematica/dinamica mm²/s o mPa·s Rischio aspirazione, pompaggio
Densità/peso specifico g/cm³ o kg/m³ Quantitativi, immagazzinamento

Il Regolamento 2020/878 ha aggiunto l’obbligo di riportare la solubilità in solventi diversi dall’acqua (es. etanolo, acetone) per sostanze poco idrosolubili, nonché la distribuzione granulometrica per nanoformi e polveri fini rilevanti per l’esposizione per inalazione.

Come leggere il punto di infiammabilità e i limiti LEL/UEL

Il punto di infiammabilità è il parametro che più direttamente influenza la classificazione di trasporto ADR e la necessità di aree ATEX. Un liquido con punto di infiammabilità inferiore a 23°C è classificato come liquido infiammabile di categoria 1 o 2 ai sensi del CLP (H224/H225). I limiti di esplosività LEL e UEL definiscono il range di concentrazione in aria in cui una scintilla può causare un’esplosione: al di sotto del LEL la miscela è troppo povera, al di sopra dell’UEL troppo ricca. Un magazziniere che lavora con solventi deve sapere che la ventilazione deve mantenere la concentrazione al di sotto del 25% del LEL come regola generale di sicurezza operativa.

Sezione 10: stabilità e reattività

La sezione 10 deve coprire sei voci distinte:

  1. Reattività: pericoli specifici di reattività con altri materiali. Se non sono noti pericoli particolari, va dichiarato esplicitamente.
  2. Stabilità chimica: indicazione se la sostanza è stabile nelle normali condizioni di stoccaggio e utilizzo. Deve includere temperature di decomposizione se rilevanti.
  3. Possibilità di reazioni pericolose: polimerizzazione spontanea, riduzione, ossidazione vigorosa, decomposizione esotermica.
  4. Condizioni da evitare: calore, luce diretta, umidità, fonti di ignizione, scosse meccaniche. Devono essere specifiche, non generiche.
  5. Materiali incompatibili: elenco delle classi di sostanze che non devono essere stoccate o usate in prossimità del prodotto (acidi forti, basi, ossidanti, riducenti, metalli specifici).
  6. Prodotti di decomposizione pericolosi: gas tossici, vapori corrosivi o infiammabili che possono formarsi in caso di incendio, riscaldamento o decomposizione spontanea.

Una sezione 10 carente mette a rischio la sicurezza del magazzino. Le incompatibilità tra prodotti non correttamente documentate sono una delle cause ricorrenti di incidenti durante lo stoccaggio, documentati nelle relazioni ISPRA e nei verbali ispettivi ASL.

Incompatibilità più frequenti da verificare

Tra le incompatibilità che tornano più spesso nelle SDS di prodotti industriali:

  • Acidi + basi: reazione esotermica con formazione di calore e schizzi.
  • Ossidanti (perossidi, ipocloriti) + riducenti (solventi organici, acidi): rischio di incendio o esplosione.
  • Cianuri + acidi: rilascio immediato di acido cianidrico (HCN), estremamente tossico.
  • Azidi + metalli pesanti (piombo, rame): formazione di azidi metallici sensibili all’urto.
  • Ammine + acido nitrico o clorato: formazione di sali esplosivi.

Queste combinazioni devono essere documentate nella sezione 10 e gestite con separazione fisica negli spazi di stoccaggio secondo le indicazioni della norma EN 14470 o equivalenti.

Sezione 11: informazioni tossicologiche

La sezione 11 è la più tecnica dell’intera SDS e costituisce la base per la valutazione dei rischi per la salute. Deve riportare i dati sperimentali disponibili, distinti per via di esposizione e per tipo di effetto.

Gli elementi obbligatori sono:

  • Tossicità acuta: DL50 orale (ratto), DL50 cutanea (ratto/coniglio), CL50 per inalazione (ratto, 4h). I valori determinano la categoria di tossicità acuta CLP (H300/H310/H330 e relative categorie 1-4).
  • Corrosione/irritazione cutanea: dati di test su pelle, base per H314/H315.
  • Lesioni oculari gravi/irritazione oculare: base per H318/H319.
  • Sensibilizzazione cutanea e per inalazione: H317/H334. Rilevante per lavoratori con esposizione ripetuta.
  • Mutagenicità sulle cellule germinali: test Ames, test del micronucleo. Base per H340/H341.
  • Cancerogenicità: dati IARC, NTP o studi animali. Base per H350/H351.
  • Tossicità riproduttiva: effetti su fertilità e sviluppo fetale. Base per H360/H361.
  • STOT (tossicità specifica per organo bersaglio): esposizione singola (H370/H371) e ripetuta (H372/H373). Indica quale organo è bersaglio dell’effetto tossico cronico.
  • Pericolo da aspirazione: H304, rilevante per liquidi viscosi a bassa tensione superficiale (es. idrocarburi).

Lettura pratica della tossicità acuta: le categorie CLP

Categoria DL50 orale ratto (mg/kg) Pittogramma CLP Dicitura H
Cat. 1 ≤ 5 GHS06 (teschio) H300 (Letale se ingerito)
Cat. 2 5 – 50 GHS06 (teschio) H300
Cat. 3 50 – 300 GHS06 (teschio) H301 (Tossico se ingerito)
Cat. 4 300 – 2000 GHS07 (punto esclamativo) H302 (Nocivo se ingerito)
Cat. 5 2000 – 5000 Nessun pittogramma H303 (Può essere nocivo se ingerito)

Segnali di una SDS con sezioni 9-11 carenti

Nella pratica ispettiva, le anomalie più frequenti nelle sezioni 9-11 sono:

  • Sezione 9 con voci “N.A.” o “non disponibile” senza giustificazione per parametri chiave come il punto di infiammabilità o la pressione di vapore.
  • Sezione 10 con “nessuna reazione pericolosa nota” per prodotti che contengono perossidi o sostanze ossidanti.
  • Sezione 11 con DL50 assenti o riportati senza specificare la specie animale e la via di somministrazione.
  • Mancanza di dati STOT per sostanze classificate H372/H373 (es. solventi con effetti su SNC riportati genericamente).
  • Classificazioni CLP non allineate con i dati tossicologici riportati nella stessa sezione (incoerenza interna).

Cosa fare in caso di SDS carenti

Se le sezioni 9-11 della SDS ricevuta da un fornitore presentano lacune sistematiche, le opzioni sono:

  1. Contattare formalmente il fornitore richiedendo una versione aggiornata con i dati mancanti, conservando la richiesta scritta come prova.
  2. Per sostanze REACH registrate, consultare i Chemical Safety Report disponibili nella banca dati ECHA per verificare se i dati esistono ma non sono stati riportati nella SDS.
  3. Richiedere a un consulente abilitato una valutazione critica della SDS ricevuta prima di inserirla nel DVR aziendale.

Domande frequenti

Cosa contiene la sezione 9 della SDS?

La sezione 9 riporta le proprietà fisiche e chimiche: aspetto, pH, punto di infiammabilità, solubilità, densità, pressione di vapore, viscosità, log Kow e altri parametri aggiornati dal Reg. 2020/878 (es. solubilità in solventi non acquosi, granulometria per nanoformi).

Cosa descrive la sezione 10 della SDS?

La sezione 10 descrive reattività, stabilità chimica, condizioni da evitare, materiali incompatibili e prodotti di decomposizione pericolosi. Sei voci obbligatorie che devono essere specifiche e non generiche.

Cosa riporta la sezione 11?

La sezione 11 elenca i dati tossicologici: tossicità acuta (DL50/CL50), irritazione, sensibilizzazione, mutagenicità, cancerogenicità, tossicità riproduttiva, STOT e rischio da aspirazione, distinti per via di esposizione.

Perché le sezioni 9-11 sono critiche per il DVR?

Forniscono i dati tecnici usati dal medico competente per valutare i rischi chimici nel DVR ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Una SDS con queste sezioni carenti compromette la qualità della valutazione del rischio.

Una SDS con sezione 11 incompleta è accettabile?

No. Il Reg. 2020/878 impone di compilare ogni voce; se i dati mancano, occorre indicare esplicitamente “dati non disponibili” con motivazione. Voci lasciate in bianco costituiscono una non conformità formale.

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Fonti ufficiali

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).