Classificazione ed etichettatura CLP
Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.
In sintesi
- Il Regolamento CLP 1272/2008 prevede 5 categorie di tossicità acuta (1-5) per ciascuna via di esposizione: orale, cutanea e per inalazione.
- ATE sta per Acute Toxicity Estimate (stima della tossicità acuta).
- Per la via orale: H300 (cat. 1-2), H301 (cat. 3), H302 (cat. 4), H303 (cat. 5).
- Per le miscele si usa il metodo ATE additivo: si sommano i rapporti concentrazione/ATE di ogni componente per cui siano disponibili dati.
La tossicità acuta è una delle classi di pericolo più rilevanti nel Regolamento CLP, sia per i rischi che comporta sia per la frequenza con cui le aziende si trovano a doverla classificare. Un prodotto che causa effetti avversi dopo una singola dose — per ingestione, contatto cutaneo o inalazione — deve essere correttamente classificato, etichettato e gestito. Ma le soglie cambiano a seconda della via di esposizione e del tipo di dato disponibile, e per le miscele il calcolo richiede un metodo additivo specifico.
Questa guida illustra le cinque categorie di tossicità acuta previste dal CLP, le soglie numeriche per ciascuna via di esposizione, il metodo ATE per le miscele e le frasi H associate, con una tabella riepilogativa che può essere usata come riferimento operativo.
Definizione e vie di esposizione
La classe Acute toxicity del CLP (sezione 3.1 dell’Allegato I del Regolamento 1272/2008) copre gli effetti nocivi che si manifestano dopo una singola esposizione per via:
- Orale: ingestione (unità: mg/kg peso corporeo, misurata come DL50 sul ratto).
- Cutanea: contatto con la pelle (unità: mg/kg peso corporeo, DL50 sul ratto o coniglio).
- Per inalazione: distinta tra gas (unità: ppmV/4h), vapori (mg/L/4h) e polveri/nebbie/aerosol (mg/L/4h).
Il parametro sperimentale di riferimento è il DL50 (dose letale mediana) per le vie orale e cutanea, e la CL50 (concentrazione letale mediana) per l’inalazione. In assenza di dati sperimentali diretti sulla sostanza, si possono usare dati di letteratura, approcci bridging o, per le miscele, il metodo ATE additivo.
Le cinque categorie e le soglie numeriche
La tabella seguente riassume le categorie di tossicità acuta per la via orale, con i valori di soglia DL50 (mg/kg) e la corrispondente frase H:
| Categoria | DL50 orale (ratto, mg/kg) | Avvertenza | Frase H |
|---|---|---|---|
| Cat. 1 | ≤5 | Danger | H300 |
| Cat. 2 | >5 — ≤50 | Danger | H300 |
| Cat. 3 | >50 — ≤300 | Danger | H301 |
| Cat. 4 | >300 — ≤2000 | Warning | H302 |
| Cat. 5 | >2000 — ≤5000 | Warning | H303 |
Per la via cutanea e per inalazione le soglie sono diverse: ad esempio, per la via cutanea la categoria 1 richiede DL50 ≤50 mg/kg, e le frasi H diventano H310, H311, H312, H313. Per i vapori inalati i valori sono espressi in mg/L e la categoria 1 ha soglia ≤0,5 mg/L/4h.
Frasi H per via di esposizione
Le frasi H variano sistematicamente per via e categoria. Una stessa sostanza può avere classificazioni diverse per le diverse vie: ad esempio tossicità orale cat. 4 (H302) e tossicità per inalazione cat. 2 (H330). In questo caso entrambe le frasi compaiono sull’etichetta e nella sezione 2 della SDS. Non è corretto riportare solo la via più grave e omettere le altre.
- Via orale: H300 (cat. 1-2), H301 (cat. 3), H302 (cat. 4), H303 (cat. 5).
- Via cutanea: H310 (cat. 1-2), H311 (cat. 3), H312 (cat. 4), H313 (cat. 5).
- Inalazione: H330 (cat. 1-2), H331 (cat. 3), H332 (cat. 4), H333 (cat. 5).
La categoria 5 (H303, H313, H333) è opzionale: gli Stati Membri possono decidere di non recepirla, e nella pratica viene applicata raramente in Europa.
Il metodo ATE per le miscele
Per classificare una miscela si utilizza il metodo Acute Toxicity Estimate (ATE). Il principio è additivo: si calcola l’ATE della miscela come media ponderata degli ATE dei singoli componenti.
La formula è:
1 / ATEmiscela = Σ (Ci / ATEi)
dove Ci è la concentrazione percentuale del componente i e ATEi è il suo valore di tossicità acuta stimata. I componenti con concentrazione <1% possono essere esclusi dal calcolo, salvo casi specifici di alta tossicità (cat. 1-2).
Quando per un componente mancano dati sperimentali, il CLP prevede valori ATE convenzionali da assegnare in funzione della categoria di classificazione del componente stesso:
- Cat. 1 → ATE orale = 0,5 mg/kg
- Cat. 2 → ATE orale = 5 mg/kg
- Cat. 3 → ATE orale = 100 mg/kg
- Cat. 4 → ATE orale = 500 mg/kg
Pittogramma e segnaletica
Le categorie 1-3 di tossicità acuta orale, cutanea o per inalazione utilizzano il pittogramma GHS06 (teschio su tibie incrociate). Le categorie 4-5 usano invece il pittogramma GHS07 (punto esclamativo). Questa distinzione è significativa: il teschio segnala un pericolo elevato, il punto esclamativo copre pericoli di salute lievi-moderati.
Classificazione armonizzata e autoclassificazione
Alcune sostanze hanno la tossicità acuta classificata nell’Allegato VI del CLP (classificazione armonizzata): in quel caso il produttore non può usare una categoria meno grave. Per le sostanze non elencate e per tutte le miscele si applica l’autoclassificazione sulla base dei dati disponibili, con obbligo di notifica al C&L Inventory ECHA per le sostanze.
Impatto sulla SDS e sulla gestione del rischio
La classificazione di tossicità acuta si riflette direttamente nelle sezioni 2, 4 (pronto soccorso), 8 (DPI), 11 (informazioni tossicologiche) e 16 (altre informazioni) della SDS. Una SDS con tossicità acuta non aggiornata o con categoria sbagliata espone l’azienda a contestazioni in sede di ispezione e, in caso di incidente, può aggravare la responsabilità.
Errori più frequenti nella pratica
- Usare un DL50 ricavato da specie diverse dal ratto senza applicare i fattori di conversione previsti dal CLP.
- Classificare solo per la via orale ignorando la via cutanea o per inalazione, quando i dati disponibili indicano tossicità significativa anche per quelle vie.
- Omettere la categoria 4 (H302/H312/H332) perché ritenuta “non grave”, dimenticando che è comunque obbligatoria se il dato lo richiede.
- Per le miscele, non applicare il metodo ATE ma limitarsi a copiare la classificazione del componente principale.
Domande frequenti
Quante categorie di tossicità acuta prevede il CLP?
Il Regolamento CLP 1272/2008 prevede 5 categorie di tossicità acuta (1-5) per ciascuna via di esposizione: orale, cutanea e per inalazione. La categoria 1 rappresenta il pericolo maggiore, la categoria 5 il minore. Le categorie 1-3 portano l’avvertenza Danger, la 4 e 5 usano Warning.
Cosa si intende per ATE nel CLP?
ATE sta per Acute Toxicity Estimate (stima della tossicità acuta). È il valore numerico — espresso in mg/kg di peso corporeo o mg/L — usato per confrontare i dati sperimentali con le soglie di classificazione. Per le miscele, l’ATE si calcola con una formula additiva che somma i contributi di ogni componente in funzione della concentrazione.
Quali frasi H si usano per la tossicità acuta?
Per la via orale: H300 (cat. 1-2), H301 (cat. 3), H302 (cat. 4), H303 (cat. 5). Per la via cutanea: H310 (cat. 1-2), H311 (cat. 3), H312 (cat. 4), H313 (cat. 5). Per inalazione (vapori): H330 (cat. 1-2), H331 (cat. 3), H332 (cat. 4), H333 (cat. 5). Le categorie 1-2 condividono la stessa frase H.
Come si classifica la tossicità acuta di una miscela?
Per le miscele si usa il metodo ATE additivo: si sommano i rapporti concentrazione/ATE di ogni componente per cui siano disponibili dati. Se mancano dati per alcuni componenti, si applicano valori convenzionali fissi (ATE-default) stabiliti dall’Allegato I del CLP. Il risultato finale viene confrontato con le soglie per determinare la categoria.
La tossicità acuta influisce sul trasporto ADR?
Sì. Le sostanze e miscele classificate nelle categorie 1-3 di tossicità acuta corrispondono tipicamente al Gruppo di imballaggio I o II della classe ADR 6.1 (sostanze tossiche). La categoria 4 può corrispondere al Gruppo III. Occorre sempre una valutazione ADR separata basata su LD50 e LC50 misurati.
Verifica la classificazione di tossicità del tuo prodotto
Categoria corretta, metodo ATE per miscele, frasi H aggiornate: analizziamo i dati disponibili e verifichiamo la conformità della classificazione CLP.
Fonti ufficiali
- Regolamento CE 1272/2008 CLP — Allegato I, sezione 3.1 (EUR-Lex)
- Comprendere il CLP — ECHA
- Guidance on the Application of the CLP Criteria — ECHA
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
